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SILOE - Pagine di cultura cristiana Jésus dixit eis: "Euntes in mundum universum praedicate evangelium omni creaturae". (Secundum Marcum xvi,15) Gesù disse loro: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura". (Vangelo secondo Marco xvi,15)

FESTA DEL CORPUS DOMINI

PAOLO CASU - "IL QUOTIDIANO DI SASSARI", 6 GIUGNO 1999

Davanti al Dio nascosto

La festa del Corpo e Sangue del Signore, che sarà celebrata questo pomeriggio con la tradizionale processione eucaristica per le strade della città, si colloca in un periodo di riscoperta, tra i fedeli, del culto al Santissimo Sacramento, a cui è particolarmente rivolto il carisma delle suore del Getsemani, fondate da madre Angela e padre Manzella

La chiesa delle suore manzelliane del Getsemani è intitolata al Santissimo Sacramento. Lo speciale legame tra le religiose e l'Eucaristia fu espressamente voluto dai due fondatori dell'Istituto, padre Manzella e madre Angela. «Padre Manzella - rievoca suor Anna - passava molte ore in adorazione del Santissimo Sacramento. Quando gli impegni dell'apostolato glielo impedivano di giorno, il missionario vincenziano adoperava le ore della notte».

Questo carisma speciale è stato quindi trasfuso nell'Istituto delle suore del Getsemani. Ma l'adorazione del Santissimo Sacramento non è impegno che riguardi solo loro. «Da ottobre a giugno di ogni anno - spiega, un'altra religiosa, suor Anna Maria - gruppi di laici si alternano ogni giorno per pregare davanti all'Eucaristia. Sono circa quattrocento persone al mese, per nove mesi all'anno».

A dare senso a questa riscoperta del culto eucaristico nella Chiesa è ancora suor Anna Maria: «Nell'Eucaristia noi non incontriamo qualcosa ma Qualcuno. La celebrazione della Santa Messa non è una semplice rievocazione, un ricordo. Ma un memoriale, una riattualizzazione. Sull'altare si rinnova, nella sua integralità il sacrificio di Cristo».

Corpus Domini. «Per noi - dice suor Anna - tutto veramente parte da queste parole: Corpus Domini, il Corpo del Signore. Che si tratti del Corpo del Signore noi lo sappiamo dal Vangelo: quando il Signore, dopo aver spezzato e distribuito il pane nell'ultima cena, dice "Questo è il mio corpo". E così per il calice: "Questo è il mio sangue". E che non si trattasse di un gesto unico ed irripetibile, ma anzi destinato ad essere rinnovato in perpetuo, lo ricaviamo dalla conclusione delle parole di Gesù: "Fate questo in memoria di me".

Eucaristia e carità. «Il rapporto quotidiano con il Santissimo Sacramento, nella Messa, nella preghiera davanti al tabernacolo, nell'ora santa che celebriamo ogni giovedì sera, nella lunga veglia del Giovedì santo che si protrae per un giorno intero - dice ancora Suor Anna - deve tradursi nel riconoscimento di Cristo nei fratelli. E il volto di Cristo non è sempre glorioso. C'è anche un volto sfigurato. Quello del tormento, del dolore, della disperazione. Allora l'attenzione al fratello non si riduce a semplice filantropia, ma diventa riconoscimento e servizio al Cristo incarnato nei fratelli che incontriamo e che desideriamo servire».

Pur impegnate in attività formative e caritative, per le suore del Getsemani, l'appuntamento davanti al Santissimo Sacramento è il più importante e il più utile. «Davanti a Gesù Eucaristia - sottolinea suor Anna Maria - noi presentiamo le necessità di tutti quelli che si raccomandano alle nostre preghiere, presentando al Signore il travaglio di molti cuori».

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