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Possibile che dentro un pezzo di pane e un calice di vino ci sia in realtà il Corpo e il Sangue di Cristo? Questo dubbio rodeva l'animo di un prete di Bolsena che si accingeva a celebrare l'eucaristia. La tradizione racconta che il pane si trasformò in carne e il vino in sangue. Per celebrare questo miracolo il francese Jacques Pantaléon, papa Urbano IV, istituì nel 1264 la festa del Corpus Domini, collocandola al giovedì successivo alla domenica dopo Pentecoste. Ancora oggi, in Austria, Germania e Spagna, oltreché naturalmente nella Città del Vaticano, la solennità del Corpo e Sangue del Signore, si celebra di giovedì. Proprio lo scorso giovedì, mentre il Papa guidava la processione del Corpus Domini a Roma, a Belgrado il parlamento votava l'accettazione della proposta di pace del mediatore finlandese Martti Ahtisaari.
Coincidenza, si dirà. Ma, resta il fatto che il primo segnale significativo di una disponibilità a risolvere il conflitto che sta insanguinando i Balcani, è arrivata proprio nel giorno in cui il Santo Padre innalzava il Santissimo Sacramento per le strade di Roma, dopo aver lungamente pregato per la pace. «Per questo questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome - scrive San Paolo ai Filippesi, spiegando il senso della potenza divina di Cristo - perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre».